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Donare il Midollo Osseo

 

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A COSA SERVE "DONARE IL MIDOLLO OSSEO?"

 

Alcune malattie del sangue, fra cui forme gravi di leuce­mia e l'anemia aplastica, possono trovare possibilità di gua­rigione nel trapianto di midollo osseo. Si può stimare che nella sola Italia circa un migliaio di persone ogni anno, di cui quasi la metà bambini, potrebbero trovare beneficio da questo tipo di intervento, al quale, in molti casi, non vi è alternativa per vivere.

Nell'ambito familiare è possibile trovare talvolta un donatore "compatibile" (fratello o sorella). Questa compati­bilità si verifica 1 volta su 4. Se ciò non accade, è necessa­rio ricercare persone volontarie disponibili, con un minimo sacrificio personale, a offrirsi come donatori di midollo osseo. 

 

 

 

COS'È IL "MIDOLLO OSSEO" UTILIZ­ZATO PER IL TRAPIANTO?

 

    Il midollo osseo utilizzato per il trapianto (detto in termi­ne tecnico "midollo emopoietico") si presenta alla vista come sangue e viene prelevato solitamente dalle ossa del bacino (ossa iliache); esso svolge la funzione di produrre i globuli bianchi, i globuli rossi e le piastrine. Il midollo osseo non è il midollo spinale.

 

 

 

IN CHE COSA CONSISTE L'OPERAZIO­NE DI TRAPIANTO DEL MIDOLLO OSSEO?

 

L’ operazione di trapianto del midollo osseo consiste in due fasi distinte: la prima, durante la quale il paziente viene sotto­posto a chemioterapia e/o radioterapia, ha lo scopo di distruggere tutte le cellule midollari del paziente stesso (fra cui ovviamente anche quelle malate); la seconda consiste nel somministrare al paziente, mediante trasfusione, il midollo osseo prelevato dal donatore. Le cellule midollari riescono a trovare da sole la strada per raggiungere la collocazione che compete loro e iniziare a lavorare. In un periodo variabile nor­malmente tra una e due settimane dopo il trapianto, si inco­minciano a vedere i primi risultati, con la comparsa, nella cir­colazione sanguigna, di alcuni globuli bianchi nuovi e succes­sivamente anche delle altre componenti del sangue (globuli rossi e piastrine).

 

 

 

CHI PUÒ CANDIDARSI COME DONA­TORE DI MIDOLLO OSSEO?

 

Qualunque individuo di età compresa tra i 18 anni (per motivi legali) e i 35 anni, che abbia un peso corporeo supe­riore ai 50 kg, può essere un donatore di midollo osseo pur­ché, ovviamente, non sia affetto da malattie del sangue o da altri gravi forme infettive (AIDS, epatite, ecc.). La dispo­nibilità del donatore resta valida fino al raggiungi mento dei 55 anni (per motivi medici).

 

 

 

A CHE COSA È SOTTOPOSTO IL DONA­TORE CHE VIENE TROVATO "COMPATIBILE" CON UN PAZIENTE?

 

Il prelievo delle cellule staminali emopoietiche (CSE) può avvenire secondo due diverse modalità. La scelta dipende dalle indicazioni del trapiantologo, in base alle necessità del paziente e dalla disponibilità del donatore alla tipologia richiesta.

 

La prima modalità di donazione è quella più “antica”, consistente cioè nel prelievo di midollo osseo (CSE midollari) dalle creste iliache posteriori e richiede la spedalizzazione del volontario. Il prelievo avviene nel più vicino centro autorizzato, in anestesia generale o epidurale, con un intervento della durata media di circa 45 minuti. La procedura prevede dei rischi minimi legati all'anestesia e alla modalità di raccolta.

La quantità di sangue midollare che viene prelevata mediante punture alle ossa del bacino (0,7-1 litro) varia in funzione del peso del ricevente. Dopo il prelievo il donatore è tenuto normalmente sotto controllo per 48 ore prima di essere dimesso e si consiglia comunque un periodo di riposo precauzionale di 4-5 giorni. Il midollo osseo prelevato si ricostituisce spontaneamente in 7-10 giorni. Il donatore generalmente avverte solo un lieve dolore nella zona del prelievo, destinato a sparire in pochi giorni.

Durante il prelievo del midollo osseo viene di solito trasfusa un'unità di sangue, precedentemente prele­vata al donatore stesso circa una settimana prima. Tale procedura garantisce al donatore l'assenza dei noti rischi di infezione da trasfusione, in quanto viene trasfuso con il suo stesso sangue.

 

La seconda modalità è la donazione di CSE con prelievo da sangue periferico dopo stimolazione con fattori di crescita ematopoietici. Negli ultimi anni, con l'avvento di nuovi protocolli trapiantologici che si giovano dell'utilizzo di CSE da sangue periferico dopo stimolazione con fattori crescita, vi è stato un incremento della richiesta di tale donazione. In Italia essa è proponibile, anche in prima donazione, dal gennaio 2005.

La donazione in questo caso prevede la somministrazione di un farmaco nei 3-4 giorni precedenti il prelievo. Il farmaco è un “fattore di crescita” che ha la proprietà di rendere più rapida la crescita delle cellule staminali e di facilitarne il passaggio dalle ossa al sangue periferico; esso viene somministrato mediante iniezioni sottocutanee. Il prelievo di CSE avviene in aferesi, impiegando separatori cellulari: il sangue, prelevato da un braccio, attraverso un circuito sterile entra in una centrifuga dove la componente cellulare utile al trapianto viene isolata e raccolta in una sacca, mentre il resto del sangue viene reinfuso dal braccio opposto.

Per tale motivo, restando valide tutte le controindicazioni alla donazione già previste per la donazione di CSE midollari, non sono considerati idonei per questa modalità coloro che hanno un accesso venoso difficoltoso.
I disturbi che più comunemente si possono avvertire sono: febbricola, cefalea, dolori ossei causati dalla stimolazione dell'attività del midollo osseo, senso di affaticamento. Essendo legati alla somministrazione del farmaco, essi scompaiono rapidamente alla sospensione del trattamento farmacologico. Nel mondo già diverse migliaia di donatori hanno donato CSE sottoponendosi a tale modalità e non sono state registrate problematiche legate all'assunzione del farmaco che non abbiano potuto essere risolte. Il donatore sottoposto a tale donazione viene seguito e sottoposto a esami di controllo nei 30 giorni successivi alla donazione stessa, per evitare qualunque possibile, e al momento ignota, conseguenza.

 

Con entrambe le modalità di raccolta di cellule staminali emopoietiche il donatore non subisce, quindi  alcuna menomazione; il midollo prelevato al donatore si ricostituisce nell'arco di due settimane circa, riportando quindi il donatore stesso nella situazione di partenza.

 

 

 

COME SI FA A DIVENTARE DONATORI DI MIDOllO OSSEO?

 

Per diventare donatori di midollo osseo è necessario, senza impegnativa medica, sottoporsi al prelievo di un campione di sangue (come per una normale analisi) e firmare l'adesione al Registro Italiano Donatori Midollo Osseo. I risultati delle analisi vengono poi inseriti in un archivio elet­tronico gestito a livello regionale e a livello nazionale.

In seguito, al riscontro di una prima compatibilità con un paziente, il donatore sarà chiamato ad ulteriori prelievi, sem­pre di sangue, per definire ancora meglio il livello di compa­tibilità.

A questo punto entra anche in gioco la "serietà" del donatore, infatti l'adesione iniziale firmata in corrispondenza del primo prelievo ha solo valore morale e fino all'ultimo il potenziale donatore può sempre ritirarsi (con quali conseguenze morali per tutti coloro che si sono impegnati sul pro­gramma è facile immaginare). Tutto ciò rende chiaro che il donatore di midollo osseo è un donatore atipico, che offre la propria disponibilità, nel caso raro di compatibilità con un paziente, a sottoporsi, nel più vicino centro autorizzato, al prelievo, fastidioso sì, ma che non comporta alcuna conse­guenza. La sua disponibilità, gratuita ed anonima, non ha limiti geografici; viene, infatti, a far parte dell'insieme dei donatori di tutto il mondo.

Grazie all'interessamento di ADMO, dopo anni di iter parlamentare nel 2001 è stata approvata la legge n. 52 per il riconoscimento del Registro Italiano Donatori Midollo Osseo. La legge, entrata in vigore il 16 marzo, prevede per­messi retribuiti per l'espletamento di tutti gli esami relativi alla donazione e tutela la figura del donatore in tutti i suoi aspetti.

Il donatore di midollo osseo è uno dei pochi donatori che, una volta chiamato a rispondere della propria disponibilità, ha la consapevolezza di poter contribuire al tentativo di salvare la vita di un individuo ben preciso, spesso di un bambino.

 

 

MODULO INFORMATIVO ON LINE

Per avere maggiori informazioni o iscriversi alla banca dati dell'Admo Provinciale di Frosinone si può inviare il seguente modulo di richiesta on line, oppure in alternativa scaricare a fondo pagina il foglio di richiesta iscrizione da inviare via posta ordinaria a Sezione Provinciale di  Frosinone Viale Umberto I, snc 03021 Amaseno (FR)  o via e-mail: admofrosinone@libero.it come allegato. Per ulteriori informazioni chiamare: Tel. 0775.658153

 

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